A Macugnaga ho sottolineato la differenza concettuale e storica tra Liberalismo e Democrazia. Una piccola -ma attualissima- conferma arriva da un articolo di Nadia Urbinati sulla Repubblica di oggi, là dove si legge che "Per questa ragione è fuorviante parlare di tirannia della maggioranza, perché, come ben compresero i liberali ottocenteschi, in un governo rappresentativo è sempre e comunque una minoranza a tenere le fila del potere della parola". Emerge dunque tutta la capacità analitica di Weber e diminuisce di molto la pretesa di noi contemporanei di vivere in una democrazia più avanzata di quella ateniese. Anche perché le attuali classi dirigenti italiane (ma non solo) vengono selezionate sulla base di criteri tribali (massonerie, finanze, chiese, mafie varie) e non sul fondamento "dell'ingegno, dell'impegno e del merito", come scrive ancora l'autrice dell'articolo.